CRITERI APPLICATIVI - Tabella menomazioni (1-50)
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L’elencazione delle menomazioni segue una numerazione progressiva funzione dell’ordine alfabetico seguito per apparati / sensi / tessuti di riferimento.
Nella specie: cardio-circolatorio, cicatrici e dermopatie, digerente, emopoietico, endocrino, patologia erniaria, neoplasie, nervoso, osteoarticolare e muscolare, otorinolaringoiatrico, respiratorio, sessuale, visivo.
La descrizione della menomazione esplicitata nelle singole voci è riferibile al valore massimo indicato in tabella.
Nel caso di danni composti, vale a dire comprensivi di più menomazioni, la valutazione non potrà essere il risultato della somma delle singole menomazioni tabellate. In tali casi, infatti, si dovrà procedere a stima complessiva del danno con riferimento all'entità del pregiudizio effettivo dell'apparato e/o della funzione interessata dalle menomazioni.
In caso di danni policroni professionali, sia riferibili a menomazioni ricadute in franchigia, sia a menomazioni indennizzate con capitale o in rendita, il danno biologico permanente finale sarà sempre il risultato di una valutazione complessiva. La stessa sarà guidata dai criteri comunemente utilizzati nella valutazione di menomazioni coesistenti e concorrenti.
Per menomazioni concorrenti devono intendersi quelle che incidono su organi od apparati strettamente sinergici.
In caso di abolizione di funzione di organo o di senso pari (reni, occhi, ecc.), qualora la stessa ricada su soggetti portatori di preesistenza extralavorativa o lavorativa, incidente sullo stesso organo o senso, il danno biologico permanente sarà uguale all'abolizione bilaterale tabellata.
L’applicazione della formula Gabrielli nei casi previsti dalla normativa vigente è, invece, indicata qualora debbano valutarsi anche perdite parziali di organo o senso pari.
Nella valutazione del danno la perdita funzionale non è equiparata a quella anatomica. Quest’ultima assume, di norma, connotazione di maggiore gravità.
Nell’ambito della stima del danno, il computo dei disturbi correlati, a carattere locale, non può portare a valutazioni superiori a quelle previste per la perdita anatomica del segmento interessato.
Ulteriori criteri applicativi sono stati inseriti al termine dell’elencazione delle voci tabellari.
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– MENOMAZIONE – |
- % - |
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1. |
Cardiopatie riconducibili a classe I NYHA |
Fino a 10 |
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2. |
Cardiopatie riconducibili a classe II NYHA Con frazione d'eiezione tra 50% e 40% |
11-30 |
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3. |
Cardiopatie riconducibili a classe III NYHA
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31-70 31- 60 61-70 |
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4. |
Cardiopatie riconducibili a classe IV NYHA |
> 70 |
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5. |
Esiti anatomici di pericardite o pericardiectomia senza disturbi funzionali di rilievo |
Fino a 8 |
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6. |
Disturbi del ritmo e/o della conduzione di significato clinico-patologico ma non richiedenti trattamento farmacologico |
Fino a 5 |
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7. |
Disturbi del ritmo e/o della conduzione complessi controllabili con trattamento farmacologico e/o con impianto di pace maker |
Fino a 10 |
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8. |
Disturbi del ritmo e/o della conduzione persistenti nonostante trattamento farmacologico o impianto di pace maker, a seconda della complessità del disturbo residuo |
Fino a 45 |
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9. |
Trapianto di cuore, con insufficienza residua riconducibile a classe I NYHA |
40 |
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10. |
Trapianto di cuore, con insufficienza residua riconducibile a classe II NYHA |
50 |
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11. |
Trapianto di cuore, con insufficienza residua riconducibile a classe III NYHA |
75 |
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12. |
Ipertensione arteriosa non complicata e controllata con trattamento dietetico o farmacologico |
Fino a 5 |
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13. |
Ipertensione arteriosa non complicata, non perfettamente controllata con terapia ovvero controllata mediante complesso trattamento farmacologico
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Fino a 10 |
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14. |
Ipertensione arteriosa con ipertrofia ventricolare sinistra ecocardiograficamente apprezzabile, alterazioni del fondo oculare di 1° e 2° grado e/o iniziale interessamento renale
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Fino a 25 |
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15. |
Ipertensione arteriosa con ipertrofia ventricolare sinistra, alterazioni del fondo oculare di 3° grado, insufficienza renale moderata |
Fino a 40 |
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16. |
Ipertensione arteriosa con ipertrofia ventricolare sinistra, alterazioni del fondo oculare di 3° grado, insufficienza renale grave |
Fino a 50 |
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17. |
Ipertensione maligna, a seconda dell’interessamento sistemico |
> 50 |
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18. |
Arteriopatia arti superiori - Il paziente non accusa dolore a riposo né sotto sforzo, calcificazioni e dilatazioni dei vasi apprezzabili strumentalmente
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Fino a 5 |
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19. |
Arteriopatia arti superiori - Dolore a seguito di impegno fisico degli arti; sono presenti ulcere persistenti, a seconda del livello e della mono o bilateralità
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Fino a 20 |
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20. |
Arteriopatia arti superiori - Presenza di disturbi trofici con amputazioni, a seconda del livello e della mono o bilateralità
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21-85 |
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21. |
Sindrome dello stretto toracico in fase iniziale, a seconda della mono o bilateralità |
Fino a 6 |
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22. |
Arteriopatia arti inferiori - Pazienti in stadio I di Fontaine-Lériche |
Fino a 5 |
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23. |
Arteriopatia arti inferiori - Pazienti in stadio II di Fontaine-Lériche |
6-20 |
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24. |
Arteriopatia arti inferiori - Pazienti in stadio IIb di Fontaine-Lériche |
21-30 |
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25. |
Arteriopatia arti inferiori - Pazienti in stadio III di Fontaine-Lériche |
31-55 |
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26. |
Arteriopatia arti inferiori - Pazienti in stadio IV di Fontaine-Lériche |
Fino a 80 |
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27. |
Flebo-linfopatie arti inferiori - Soggetti con flebolinfostasi regredibile mediante adeguata elastocompressione, con edema serotino, cianosi, parestesie, sofferenza alla marcia
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Fino a 5 |
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28. |
Flebo-linfopatie arti inferiori - Sindrome postflebitica totalmente o parzialmente ricanalizzata. Varici complicate da varicoflebiti con segni importanti di stasi e/o turbe trofiche. In ambedue i casi possono essere presenti retrazioni cicatriziali
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Fino a 20 |
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29. |
Flebo-linfopatie arti inferiori - Pazienti portatori di: trombosi venosa profonda, malattia post-flebitica con ostruzione permanente dei collettori profondi e importanti segni di stasi. Linfedema medio-grave ed irreversibile; ulcerazioni profonde bilaterale; varicorragie
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Fino a 50 |
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30. |
Linfedema mostruoso, irreversibile, degli arti inferiori |
Fino a 70 |
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31. |
Vasculopatia, aneurismi dell’aorta – 1 a) Esiti di intervento chirurgico o di endoprotesi su aneurisma dell'aorta, a seconda del livello e dei disturbi residui b) Esiti di intervento chirurgico su aneurisma complicato dell'aorta, a seconda del livello e dei disturbi residui
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Fino a 20 Fino a 30 |
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32. |
Vasculopatia, aneurismi dell’aorta – 2 Aneurisma dell'aorta non operabile, a seconda del tratto, dell'estensione e del diametro
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Fino a 45 |
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33. |
Vasculopatia, sindrome di Raynaud – 1 Assenza del fenomeno di Raynaud, assenza del recupero della temperatura cutanea e del polso sino a 40' dalla fine del cold-test, pronta risposta alla trinitrina
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Fino a 5 |
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34. |
Vasculopatia, sindrome di Raynaud – 2 Forme subcliniche con fenomenologia di Raynaud; comparsa di tipica crisi ischemica nel corso del cold-test a carico delle falangi distale ed intermedia di più dita, pronta risposta alla trinitrina
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Fino a 12 |
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35. |
Vasculopatia, sindrome di Raynaud – 3 Presenza di disturbi trofici: ulcerazioni superficiali a carico dell’estremità superiori, assenza assoluta di risposta alla trinitrina
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Fino a 20 |
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36. |
Cicatrici cutanee, non interessanti il volto ed il collo, distrofiche, discromiche |
Fino a 5 |
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37. |
Cicatrici cutanee deturpanti, non interessanti il volto ed il collo |
Fino a 12 |
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38. |
Cicatrici cutanee, interessanti il volto ed il collo, a seconda della natura, della estensione e del complessivo pregiudizio fisionomico o fisiognomico, fino alla deturpazione
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Fino a 30 |
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39. |
Dermopatia cronica a genesi irritativa, con alterazione della sensibilità, a seconda del tipo e della diffusione delle lesioni |
Fino a 7 |
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40. |
Dermopatia cronica a genesi irritativa, a seconda del tipo e della diffusione delle lesioni, comunque interessanti il volto e/o il collo e gli arti, con alterazione della sensibilità ed apprezzabile pregiudizio estetico
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Fino a 16 |
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41. |
Stato di sensibilizzazione con risposta dermatitica ad allergene (professionale, non professionale) a seconda della gravità e della frequenza delle riacutizzazioni
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Fino a 5 |
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42. |
Dermopatia cronica a genesi allergica, con alterazione della sensibilità, a seconda del tipo e della diffusione delle lesioni |
Fino a 8 |
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| 43.
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Dermopatia cronica a genesi allergica, con alterazione della sensibilità ed apprezzabile pregiudizio estetico, a seconda del tipo e della diffusione delle lesioni, comunque interessanti il volto e/o il collo e gli arti
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Fino a 20 |
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| 44.
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Perdita di singoli elementi dentari, se non protesizzabili 1
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0.5 1 1.25 0,75 1,25 1 0,5 |
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45. |
Esiti di fratture del condilo mandibolare consistenti in sintomi ed alterazioni condilari minori |
Fino a 4 |
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46. |
Esiti di fratture del condilo mandibolare consistenti in sintomi ed alterazioni condilari maggiori |
Fino a 8 |
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47. |
Esiti di lesione del condilo mandibolare consistenti in importante sindrome algico-disfunzionale e irreversibile deficit articolare (distanza i.c. intorno a 20 mm)
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Fino a 12 |
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48. |
Stenosi esofagea di grado moderato con alterazione del transito e necessità di adeguato regime alimentare, senza ripercussioni sullo stato nutrizionale generale, a seconda del grado di disfagia
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Fino a 10 |
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49. |
Stenosi esofagea marcata con ripercussioni sullo stato nutrizionale generale, necessità di trattamento terapeutico e di alimentazione semiliquida
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Fino a 20 |
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50. |
Stenosi esofagea serrata e disturbi funzionali conseguenti |
Vedasi voci da n. 53 a n. 56 |
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1. In caso di protesizzazione
o di reimpianto, già effettuato al momento della valutazione dei postumi,
l’indicazione percentuale proposta nella guida è ridotta della metà.
In caso di protesizzazione successiva degli elementi dentari già valutati
ed indennizzati, dovrà procedersi a rivalutazione del danno per miglioramento
in sede di prima revisione utile.